
La Magia dei Campi Flegrei vi stupirà accompagnandovi in uno splendido viaggio tra il mito, la cultura e la storia delle grandi civiltà, dove le gesta dei grandi uomini del passato e gli eventi naturali hanno delineato un territorio di grande fascino.
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Nell'incantevole scenario dei Campi Flegrei, tra il Lago d'Averno e il Lago Lucrino, l'Hotel Villa Espero vi offrirà momenti indimenticabili da trascorrere in pieno relax, immersi nella natura a contatto con gli antichi resti archeologici della civiltà greca e romana. Uno splendido panorama incornicia l'Hotel Villa Espero dal quale potrete godere di una delle più belle vedute del mondo: il golfo di Pozzuoli con le incantevoli isole di Capri ed Ischia che vi regaleranno momenti indimenticabili.
Il monumento, tutto scavato nel tufo, affascina e incute paura, per l'atmosfera di mistero che lo circonda. Stando alla descrizione di Virgilio(Eneide, libro VI), è proprio in questo luogo da ricercare la sede della leggendaria sacerdotessa di Apollo. Ma potrebbe essere anche un raro esempio di architettura funeraria di ispirazione cretese-micenea. Un corridoio (dromos) lungo m. 131,50, largo m. 2,40 e alto circa m. 5 di forma trapezoidale e illuminato da sei aperture laterali, conduce in un ambiente arcuato nel quale si affaccia un altro più riposto. Recenti studi attribuiscono alla struttura una funzione difensiva della sottostante area portuale.
Il lago, di origine lagunare, ritenuto nell'antichità l'Acherusia Palus, ospita nel suo specchio d'acqua il Casino Reale, realizzato su progetto dell'architetto Carlo Vanvitelli (1782).
E' un complesso ancora da identificare nelle sue funzioni, per le particolari tipologie distributive degli ambienti: qualche studioso ipotizza che si tratta del Palazzo imperiale. E' evidente, invece, la destinazione termale di alcune sale, tecnicamente molto elaborate, come la cupola del 'Tempio di Mercurio' (diametro: m 21,46). Sono stati riconosciuti ben quattro complessi, tradizionalmente denominati templi: Diana, Mercurio, Venere Sosandra e Venere.
È la località flegrea che maggiormente evoca Omero, Virgilio e il culto dell'oltretomba, perché fu ritenuta l'ingresso all'Ade. È un lago di origine vulcanica, profondo al centro m. 34 circa. Nel 37 a.C., su ideazione di Marco Vipsanio Agrippa, fu collegato al mare mediante il lago Lucrino, con un ampio canale, per realizzarvi un colossale arsenale (Portus Julius).
Domina il golfo di Pozzuoli in posizione strategica. Già esistente in epoca aragonese, fu ampliato dal viceré spagnolo don Pedro de Toledo, dopo l'eruzione del Monte Nuovo (1538). Orfanotrofio militare dal 1927, nel 1993 una cospicua parte del castello è stata adibita a Museo Archeologico il museo ospita la statua di Ulisse e i reperti rinvenuti nel sacello degli augustali a Miseno, tra i quali la statua equestre di bronzo di Domiziano - Nerva, numerosi calchi in gesso di sculture greche ritrovati a Baia e il Ninfeo sommerso di Punta Epitaffio.
Serbatoio realizzato in età agustea lungo m.70, largo,25,50, alto m 15 scavato nel tufo.
Complesso di cisterne delle Cento Camerelle era noto nella tradizione antiquaria col nome di 'Prigioni di Nerone'.
È il monte più giovane d'Europa (altezza m. 140 ), formatosi dall'eruzione del 29-30 settembre 1538 che, preceduta da numerosi terremoti, seppellì il villaggio termale di Tripergole e causò lo spopolamento di Pozzuoli.
Nel 37 a.C., durante la guerra civile tra Ottaviano e Sesto Pompeo, lo stratega Marco Vipsanio Agrippa realizzò una grandiosa struttura portuale, Portus Julius, adibita ad arsenale della flotta di Miseno, collegando con un canale navigabile il lago d'Averno, il lago Lucrino e il mare. Per effetto del bradisismo discendente, buona parte del Porto Giulio è oggi sommersa; infatti, tra Baia e Pozzuoli si snodano imponenti tracce delle strutture portuali e dia alcuni vici suburbani.
Durante lo scavo (1750) fu rinvenuta una statua del dio egiziano Serapis e, pertanto, fu ritenuto un tempio. È il macellum (mercato) annesso all'area portuale (I-II sec. d.C.). Le tre colonne in marmo cipollino presentano evidenti tracce di fori praticati dai litodomi che testimoniano l'alterno movimento bradisismico della zona. Le tabernae si sviluppano intorno ad un ampio porticato, al cui centro si eleva una tholos, chiuso da un esedra preceduta da quattro colossali colonne, delle quali si osservano tre ancora in piedi. Le vaste tracce del pavimento marmoreo e il rivestimento dei servizi igienici sono la testimonianza di una incomparabile ricchezza architettonica del monumento.
Gli scavi in corso sull’acropoli del Rione Terra hanno portato alla luce la struttura della città romana, conservato intatto nel sottosuolo.
Iniziato sotto Nerone, fu completato da Vespasiano; misura m. 149 x 116 (arena m. 75 x 42) e poteva contenere circa 20.000 spettatori. Ben conservati i sotterranei, dove è stato possibile studiare il complesso sistema di sollevamento delle gabbie con le belve. Nel 305, sotto la persecuzione di Diocleziano, furono esposti nell'arena i martiri cristiani: i beneventani Gennaro, Festo e Desiderio, il misenate Sosso, e puteolani Procolo, Eutiche e Acuzio, poi decapitati nei pressi della Solfatara.
Il vulcano Solfatara, dal cratere ellittico (m. 770, m. 580), risale a circa 4000 anni fa ed è l'unico dei Campi Flegrei ancora attivo con impressionanti manifestazioni fumaroliche. L'ultima eruzione, peraltro storicamente non accertata, risalirebbe al 1198.
Da sturnis, per l'abbondanza di uccelli, o da strioni, stregoni, è un bellissimo e intatto cratere con rigogliosa vegetazione ricca di lecci, castagni, querce, olmi e pioppi.
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